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News

Un progetto a sostegno della filiera lattiero-casearia in Burkina Faso

Latte Sanoè l’importante iniziativa che Salute e Sviluppo ha avviato quest’anno in Burkina Faso con il principale obiettivo di aumentare l’accesso a prodotti lattiero-caseari sicuri, a vantaggio della nutrizione e della salute della popolazione locale.

In Burkina Faso la produzione locale di latte è infatti fortemente deficitaria poiché le attività lattiero-casearie sono presenti in maniera esigua e portate avanti con metodi tradizionali e rudimentali, e di conseguenza il Paese è costretto a importare enormi quantità di latte in polvere.

Salute e Sviluppo e la Vice-Provincia Camilliana Burkinabé intendono rispondere a questa problematica attraverso la realizzazione di un’unità zootecnica nell’area di Bagré, nella provincia di Boulgou.

Il progetto, in fase di realizzazione grazie al contributo dei fondi 8×1000 della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), prevede la realizzazione di una stalla per l’allevamento di vacche da latte, con annessa una moderna sala di mungitura, nonché lo sviluppo di una latteria sociale nella zona industriale di Bagré, che garantirà la disponibilità di latte fresco pastorizzato per la popolazione locale, con un’attenzione particolare agli alunni delle scuole primarie e alle strutture sanitarie del territorio circostante.

I lavori hanno avuto inizio a maggio di quest’anno, con l’apertura in contemporanea di due cantieri per la costruzione della stalla e della centrale del latte.

Una volta ultimata la stalla, verranno immessi gradualmente i capi di bestiame e avviato l’allevamento finalizzato alla produzione di latte.

Al fine di trasferire competenze tecniche in allevamento e sui processi di estrazione e trasformazione del latte, il progetto prevede anche la realizzazione di percorsi formativi teorici/pratici da parte di esperti italiani in breve missione e da consulenti locali.

Con la Cooperazione Italiana in Burkina Faso per promuovere un’agricoltura moderna sostenibile

Prosegue l’impegno di Salute e Sviluppo in Burkina Faso nel settore della sicurezza alimentare. Il 1 aprile 2017 ha preso il via un progetto triennale cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

La zona di intervento è Bagré, nella provincia di Boulgou, Regione Centro-Est del Burkina, che presenta un forte potenziale produttivo purtroppo frenato dall’assenza di competenze tecniche locali e da una carenza di infrastrutture e servizi agricoli.

Questo sottosviluppo del settore agricolo ha determinato una situazione di insicurezza alimentare e una conseguente forte emigrazione soprattutto giovanile verso le aree urbane alla ricerca di impiego e migliori opportunità di vita.

In questo contesto, il progetto ha dunque l’obiettivo di favorire lo sviluppo rurale dell’area attraverso un’agricoltura sostenibile e la valorizzazione dei produttori locali.

Salute e Sviluppo e il partner locale ONG SAPHE intendono dare un decisivo impulso alla promozione di una coltivazione cerealicola moderna e a più alte rese produttive, grazie al potenziamento di un’unità agricola pilota, con l’installazione di innovativi impianti di irrigazione, associati a tecniche di coltivazione efficienti e sostenibili.

Questi primi mesi di progetto hanno già visto l’esecuzione dei lavori di sistemazione dei terreni e una prima significativa coltivazione cerealicola (mais e riso) su circa 35 ettari.

L’imminente costruzione di magazzini per lo stoccaggio di cereali e ortaggi consentirà ai produttori locali di stoccare in sicurezza e di aumentare la disponibilità di prodotti agricoli per la popolazione locale, garantendo un più forte legame con il mercato.

L’iniziativa è caratterizzata anche da una componente di formazione agricola per accrescere le competenze locali, contribuendo allo sviluppo economico e sociale dell’area, e da una serie di attività didattiche e prove sperimentali di campo per lo sviluppo di protocolli di coltivazione e miglioramento delle rese produttive, con il coinvolgimento di studenti dell’Università San Tommaso d’Aquino di Ouagadougou e ricercatori italiani dell’ENEA.

coltivazione riso burkina faso, salute e sviluppo, cooperazione allo sviluppo

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Aggiornamento progetto ambulatori in RCA

Proseguono in maniera celere i lavori di costruzione degli ambulatori oculistici e dentistici in Repubblica Centrafricana grazie al sostegno della Fondation Assistance Internationale (FAI). Il progetto, implementato nella cittadina di Bossemptelè, permetterà all’Ospedale Giovanni Paolo II di offrire cure oftalmiche e odontostomatologiche alla popolazione con riguardo particolare a quella infantile. A pochi mesi dall’avvio, Marzo 2017, il nuovo padiglione sta prendendo forma. La struttura oltre agli ambulatori prevede la costruzione dell’amministrazione e un reparto per l’ospedalizzazione in regime di day hospital. Parallelamente alle attività di costruzione sono state avviate le azioni di divulgazione e informazione sul territorio. La controparte locale sta coordinando le attività e al termine della prima annualità sarà possibile avviare i servizi. Il contesto operativo permane difficile. Il paese è ancora politicamente fragile e non mancano focolai di scontri tra gruppi ribelli. La popolazione ancora stremata dalla guerra civile stenta a rialzarsi. Le limitazioni ai diritti sono forti e l’accesso alla salute è gravemente compromesso. Il paese sprofonda sempre di più nella povertà che colpisce in maniera massiccia le fasce più vulnerabili della popolazione. L’iniziativa consentirà di fornire cure immediate a circa 2.000 bambini e diventerà un importante punto di riferimento per il territorio di intervento.

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Progetto finanziato da

 

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Vietnam: conclusa la prima annualità del progetto ViHealthNam

Si è conclusa il 31 marzo 2017 la prima annualità del progetto ViHealthNam, un’importante iniziativa per il contrasto al cancro nella popolazione infantile. Il progetto, avviato nell’aprile 2016, vede il supporto della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ed opera nella provincia vietnamita di Kien Giang, distretto di Tan Hiep, dove si registra un’alta incidenza di tumori nella popolazione. Le fasce più esposte sono donne e bambini, questi ultimi spesso mostrano i segni della malattia appena nati. La mancanza di informazioni, il ritardo nella diagnosi, la povertà e l’assenza di risorse per la cura di questa grave malattia determinano un altissimo tasso di mortalità. La possibilità di ridurre l’incidenza della patologia oncologica si lega strettamente alla prevenzione, sia essa primaria che secondaria. Il progetto nasce dunque come risposta a quella che si configura come una vera e propria emergenza sanitaria. L’incidenza delle malattie oncologiche a livello locale appaiono in correlazione con l’utilizzo di acque contaminate. Per questa ragione, l’impianto progettuale, oltre a prevedere azioni di diagnosi ha previsto altresì la realizzazione di sistemi di potabilizzazione e la creazione di piccoli comitati di gestione per la distribuzione delle acque. Nel corso di questa prima annualità sono stati realizzati 6 impianti di filtraggio e distribuzione dell’acqua e avviate le azioni specificatamente sanitarie.

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Fornitura di acqua potabile alla popolazione presso uno degli impianti di filtraggio 

All’interno della clinica Kinh 7 Charity sono stati infatti ristrutturati alcuni locali da adibire a laboratorio diagnostico di cui la clinica risultava sprovvista. Il laboratorio è stato dotato di tutte le apparecchiature necessarie al riconoscimento precoce della malattia oncologica, al fine di rendere l’intervento di cura tempestivo e contribuire alla riduzione della mortalità connessa a questa malattia. Il personale medico ha potuto contare sulla formazione specialistica da parte di professionisti medici di esperienza impegnati negli unici centri oncologici del paese localizzati ad Ho Chi Minh.

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Laboratorio per la diagnosi delle malattie oncologiche

Ambulatori dentistici e oculistici in Repubblica Centrafricana grazie al sostegno della FAI

Lo scorso 1 marzo è stata avviata, presso la cittadina di Bossemptélé in Repubblica Centrafricana, un’importante iniziativa che ha come obiettivo quello di migliorare la capacità dell’ospedale locale “Giovanni Paolo II” di rispondere ai bisogni di assistenza e cura della popolazione di Bossemptelè, migliorando così le condizioni sanitarie dell’intera area.

Il progetto rientra in un programma più ampio per la messa in funzione di tutti i servizi ospedalieri della struttura Giovanni Paolo II e di cui la Fondation Assistance Internationale (FAI) rappresenta il donatore principale avendo permesso, nel corso degli anni, la costruzione e l’avvio di servizi importantissimi per la salute della popolazione locale. L’iniziativa proposta vuole migliorare la gestione ospedaliera attraverso la costruzione e la riorganizzazione dell’amministrazione e dei servizi di accettazione. Parallelamente si procederà alla costruzione degli ambulatori dentistici e oculistici comprensivi di reparto day hospital, tutti servizi di cui l’ospedale è sprovvisto nonostante dalla popolazione arrivino frequenti richieste di assistenza e cura per patologie odontostomatologiche ed oculistiche.

Poiché il progetto prevede l’attivazione di servizi nuovi nel contesto locale, l’iniziativa sarà accompagnata da una forte componente di formazione in ambito gestionale, amministrativo e sanitario attraverso il coinvolgimento di personale tecnico inviato dall’Italia nelle missioni di monitoraggio previste.

Al fine di informare quanto più possibile la popolazione locale circa i nuovi servizi attivati presso l’ospedale, si prevede un’intensa campagna promozionale di diffusione e informazione. Le attività di animazione sul territorio, coadiuvata dalla distribuzione di incentivi alla popolazione, saranno occasione per sensibilizzare la popolazione circa le norme igienico sanitarie per la tutela della propria salute, con riguardo particolare alla prevenzione primaria di patologie dentarie e oculistiche.

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Acqua potabile e servizi igienico-sanitari diventano realtà a Karungu (Kenya)

E’ per noi una grande gioia comunicarvi che lo scorso 30 aprile 2017 si è concluso il progetto “Favorire l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici di base per la popolazione della divisione di Karungu, Kenya”, avviato nel maggio del 2014 e co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo.

Il termine del progetto è stato ufficializzato il 28 aprile 2017, giorno in cui si è tenuta la cerimonia per il passaggio delle consegne alla controparte locale, il St. Camillus Mission Hospital. L’evento ha visto la partecipazione dell’Ambasciatore italiano, Mauro Massoni, della direttrice della sede AICS di Nairobi, Teresa Savanella, e di numerosi esponenti delle autorità locali e della società civile (consigliamo la lettura dell’articolo dedicato all’evento sul sito dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo al seguente link: http://www.agenziacooperazione.gov.it/?p=12367).

Il progetto ha visto la realizzazione di un innovativo sistema idrico a ozono, articolato in una stazione di pompaggio situata sulle sponde del vicino Lago Vittoria, una stazione di trattamento dell’acqua che la rende potabile abbattendone la carica batterica e 5 chioschi costruiti su una lunghezza di circa 5 km presso punti di aggregazione, amministrati da gruppi di gestione locale. Parallelamente, sono stati realizzati 48 servizi igienici di base, al fine di migliorare le condizioni igienico-sanitarie nelle scuole primarie e secondarie locali, e organizzate intense campagne di informazione e sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza della comunità locale sull’importanza di utilizzare acqua salubre.

Inoltre, con l’obiettivo di sviluppare una totale autonomia locale della gestione e della manutenzione dell’intero impianto idrico, è stato istituito un organo direttivo, formato dal Direttore e dall’Amministratore del St. Camillus Mission Hospital e dai sindaci di Gunga e Sori. Quest’ultimo ha il compito di supervisionare l’operato di un comitato di gestione composto da 8 persone, che a loro volta coordinano  5 gestori dei chioschi, un tecnico addetto al monitoraggio e alla manutenzione del sistema e 5 guardiani dell’impianto.

Grazie al progetto ora circa 30.000 persone possono finalmente bere acqua sanificata, oltre 3.000 studenti hanno a disposizione servizi igienici primari e più di 25.000 persone hanno acquisito consapevolezza sullo stretto legame tra acqua pulita e vita salutare.

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Uno dei cinque chioschi situato presso il mercato centrale di Sori.

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Il presidente di Salute e Sviluppo, Efisio Locci, insieme all’ambasciatore italiano, Mauro Massoni, e alla direttrice della sede AICS di Nairobi, Teresa Savanella, presso il sistema idrico ad ozono.

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Una parte della stazione di pompaggio situata sulle sponde del Lago Vittoria.